CAMICI D'INCHIOSTRO, RECENSIONI, SAGGI

Dall’altra parte: storia di tre medici ammalati

Ho conosciuto la paura dei miei ammalati, ora so cosa provava Don Rodrigo…il suo terrore di essere gettati ai monatti.

Gianni Bonadonna, padre dell’oncologia medica italiana e colpito e reso invalido da un ictus, chiama in causa Manzoni per spiegare il senso di impotenza di fronte alla malattia.
Assieme a Sandro Bartoccioni, cardiochirurgo ammalatosi di tumore gastrico e Francesco Sartori, insigne chirurgo toracico sopravvissuto alle multiple recidive di un melanoma, scrive un libro tripartito sulla difficoltà di affrontare la morte.

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Tutti e tre medici, tutti e tre irrimediabilmente ammalati. Per anni hanno dedicato la vita ai propri pazienti, pensando che il prefisso Dott. davanti al cognome fosse un titolo cautelativo. Ma neppure i camice bianco è stato un mantello dell’invincibilità. La malattia li ha colpiti, dopo tanti anni trascorsi su e giù per i corridoi a prendersi cura di persone inermi, vulnerabili e mortali.

E d’un tratto, quelli malati sono diventati loro. Sono passati dall’altra parte della barricata, costretti in un letto, attaccati alle flebo, ingoiando pasticche e sopportano dolori atroci.
Improvvisamente hanno smesso gli occhi freddi del clinico e hanno indossato le pretese del paziente: la pretesa di essere accuditi, la pretesa di essere curati e rassicurati. Solo nei panni di paziente, si sono resi conto di quante volte noi medici siamo frettolosi, sbadati e poco sensibili. Spesso gli impegni burocratici, gli appuntamenti e la routine erodono l’empatia e l’umanità da un mestiere che non dovrebbe mai diventare impersonale, mai asettico.

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Eppure, chi meglio di un medico può affrontare la malattia? Cogliere l’occasione della malattia come dono di un tempo in più: un tempo per riflettere, per tirare le somme, per meditare, ma anche per criticare e ripensare.

Sì, avete letto bene. Questo libro non è solo la testimonianza di una sofferenza, non solo l’autobiografia di una professione, ma anche la denuncia di un sistema sanitario che non sempre è accanto al paziente.

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In queste pagine, si susseguono le parole di tre grandi clinici che grazie al passaggio da curanti a curati, hanno potuto ripensare il concetto di salute e il ruolo della medicina.   universo, quello dell’ospedale, che se ne occupa. Tra denunce e rivelazioni fuori dai denti, Bonadonna, Sartori e Bartoccioni pensano ad una nuova medicina, che abbandoni le ingerenze politiche, si pulisca l’anima dalla corruzione, rimetta al centro il malato e i suoi bisogni.

In questo libro trovate il racconto emozionante di tre storie vere, tre storie di ammalati particolari, che hanno fatto il salto dall’altra parte e ora chiedono ai loro colleghi di tutto il mondo di portare avanti una piccola grande rivoluzione della Sanità, una riforma dell’Umanità.
Perché non c’è bisogno di ammalarsi per capire e incominciare a curare davvero.

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Presto, un video più approfondito sui vari punti del Decalogo che i tre autori hanno scritto per “gli ammalati e i morenti a cui va dato tutto quanto ci è possibile, poiché loro sono noi e noi siamo loro, e ciò che gli doniamo è donato a noi stessi”:

  1. Una rivoluzione in medicina: la riforma sanitaria dei medici ammalati.
  2. La cultura del conforto: formazione e umanizzazione in medicina.
  3. Medico di te stesso: l’educazione all’essere pazienti
  4. La salute non è un prodotto: aziendalizzazione e personale sanitario.
  5. Come, dove e da chi mi curo? aiutare i pazienti a scegliere meglio.
  6. L’altra metà del cielo, il personale infermieristico.
  7. Non dormi, non riposi, mangi male, non sei più te stesso: le strutture fatiscenti.
  8. La medicina strillata: il danno che i mass media arrecano alla pratica medica.
  9. Un’arma a doppio taglio: la ricerca farmaceutica
  10. Una questione di civiltà: curare chi non può essere più curato.

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